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Tanti auguri Mr. T, una montagna di muscoli e oro


Compie sessantasette anni l’ex wrestler e attore protagonista della serie “A-Team” negli anni Ottanta. Una carriera fra televisione e cinema, il tentativo nella musica, gli spot dei cereali. La fama planetaria quando Stallone lo volle in “Rocky III” “I pity the fool who don’t eat my cereal”. A lui fanno pena gli scemi che non mangiano i suoi cereali, e ci credo: per riconvertirsi in maniera produttiva e non precipitare nello scatolo del dimenticatoio, Mr T è diventato un cereale, o meglio un cereale da prima colazione che negli USA ha preso il suo nome, con la sua faccia a fare da testimonial. Ma prima di diventare un cereale, Mr. T è stato un mito per tantissimi ragazzini degli anni Ottanta e Novanta (e prima ancora, negli anni Settanta, un temuto buttafuori nei locali di Chicago), a bocca aperta davanti ai suoi bicipiti, al suo grugno minaccioso, a quella capigliatura da mohicano con l’orecchio a piuma e gioielli a quintali fra anelli e collane tutte d’oro 24 kt .

Tanti auguri a Laurence Tureaud,ovvero Mr. T da Chicago, sessantasette anni il 21 maggio, attore ed ex wrestler e protagonista di spot, cartoni animati, videogiochi. E indimenticabile fra i protagonisti di A-Team, la serie tv andata in onda in Italia per la prima volta su Retequattro nel 1984 (e recuperata da Fox Retro, Sky), dove interpretava B. A. Baracus (dove B. A. stava per “Bad Attitude”, e infatti in Italia divenne P. E. Baracus, “pessimo elemento”), ex soldato delle forze speciali americane ricercato – come i suoi compagni d’avventura – “per un crimine che non hanno commesso”. Ma in tv partecipò anche alle tre stagioni della serie T. and T. in cui è T. S. Turner, ragazzo impegnato a combattere la violenza di strada (e accusato, pure qui, ingiustamente per un crimine). Ma in realtà non si contano più le comparsate in serie tv, programmi televisivi e spot pubblicitari: gli anni Ottanta e Novanta furono per lui un periodo d’oro, tanto che Mr. T rivelò di guadagnare 15 mila dollari per ogni apparizione nel corso di uno spettacolo (e 80 mila dollari a settimana per il suo ruolo in A-Team).

La consacrazione sul grande schermo si deve a Sylvester Stallone, che lo vuole per un ruolo in Rocky III , nel 1982 (per il quale percepisce 125 milioni di dollari): è Clubber Lang, il rivale che mette a terra il pugile italoamericano ed è lì che, per la prima volta, pronuncia la frase “I pity the fool”. Stallone lo aveva visto in tv in uno spettacolo di wrestilng, disciplina che Mr. T aveva abbracciato nel 1985 facendo la sua prima apparizione come partner di Hulk Hogan nella prima WrestleMania. Una carriera lunga , che lo vide trasformarsi in arbitro prima di lasciare definitivamente il ring.

Di lui si ricorda anche il tentativo di conquistare le classifiche musicali: nel 1984 produsse un album rap, Mr. T’s Commandments, seguito da un altro album, Mr. T’s Be Somebody or be Somebody’s Fool. La sua apparizione più recente è in voce, fra i doppiatori del cartoon del 2009 Piovono polpette. Ma per chi ha amato quella montagna di muscoli con l’orecchino di piume, il sessantenne Mr. T resta sempre un cult.chissà che un giorno non ti potremmo rivedere come recentemente è successo con Ivan Drago anche un sequel con Creed III magari facendo sfidare il figlio del campione in carica proprio con la tua prole… per tanto Tanti auguri ancora rimani un pezzo della nostra infanzia!

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Written by Emanuele Cinicola

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